Tassa regionale e livelli essenziali delle prestazioni

Al rientro dalla pausa estiva, gli studenti e le loro famiglie hanno trovato come sorpresa l’aumento dell’importo della tassa d’iscrizione all’università. Agli aumenti delle tasse dei singoli Atenei, infatti, si aggiunge l’aumento della tassa per il Diritto allo Studio Universitario, stabilita dal Governo Nazionale in 140 euro per tutte le Regioni e le Provincie Autonome.
L’aumento della tassa regionale, non imputabile in nessun modo alle singole Università o ai singoli Governi Regionali, sia secondo i maggiori sindacati studenteschi sia secondo diversi amministratori locali e accademici, è stato imposto in maniera troppo brusca, in assenza di un adeguato contesto di norme, di valutazioni e di consultazioni. C’è bisogno di maggiore concertazione tra gli Atenei, le Regioni ed il Governo e di maggiori momenti di confronto, altrimenti si rischia che l’istruzione universitaria diventi un bene per pochi, più di quanto non lo sia già adesso.
L’unico dato positivo di quest’aumento è che potrà essere aumentata anche la disponibilità di risorse che le Regioni potranno investire nel Diritto allo Studio Universitario. In Molise, ad esempio, si sta discutendo sulla possibilità di erogare a tutti gli studenti un buono acquisto, per ‘restituire’ una parte di quell’aumento, che ha fatto letteralmente cadere dalle nubi famiglie, organi accademici e amministratori locali.
L’aumento più significativo è in Campania e Sardegna (da 62 euro a 140), quello minore invece a Bolzano, con un aumento di 7,50 euro. L’aumento medio in Italia è del 52% (vedi tabella).
Il decreto del Governo n. 68 del 2012, oltre che la possibilità di stabilire l’importo minimo in 140 euro per tutti gli studenti, dà anche la possibilità alle Regioni di creare tre fasce di contribuzione, con importi minimi di 120, 140 e 160 euro, a seconda del reddito. Nessuna Regione ha potuto però optare, almeno per quest’anno, per la divisione in fasce, sostanzialmente per due motivi. Il primo, di tempo, perché dall’entrata in vigore del decreto le Regioni hanno avuto solo 15 giorni per emanare una legge. A cinque giorni dall’entrata in vigore, le Regioni hanno chiesto all’unanimità di procrastinare l’aumento della tassa al 2013 per mancanza di tempo, ma il Governo, a stretto giro di posta, ha fatto sapere che non era possibile accogliere tale richiesta, anche perché il decreto era già entrato in vigore. L’altro motivo di impossibilità di recepire la divisione in fasce è di ordine strettamente tecnico. Le fasce devono essere divise in base ai ‘lep’ (livelli essenziali delle prestazioni) relativi al diritto allo studio, che secondo costituzione, devono essere regolamentati da un decreto del Governo, che ancora non c’è.
Occorre adesso dare seguito agli impegni sulla definizione dei lep per il prossimo triennio. Entro il 15 settembre dovrebbe essere emanato un decreto di determinazione dell’importo della borsa di studio, che tamponerebbe, soltanto momentaneamente, la mancanza di definizione precisa del riparto del fondo nazionale, dei requisiti di eleggibilità, oltre che degli importi per l’accesso alle borse di studio, da stabilire con un altro decreto entro il 15 giugno del 2013. Quasi un anno dunque per promuovere il confronto tra ministeri dell’Istruzione e dell’Economia e delle Finanze, Conferenza Stato-Regioni e tutti i protagonisti del mondo universitario, sulla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni. Fino ad ora sono già stati definiti in maniera molto precisa i lep per gli studenti universitari, che comprendono oltre ai servizi abitativi, di ristorazione e di assistenza sanitaria, i servizi di orientamento e tutorato, attività a tempo parziale, trasporti, mobilità internazionale e accesso alla cultura. Molti, probabilmente tutti, i fattori presi in considerazione, ma la cinghia si stringe per quanto riguarda il merito, infatti a fronte di una progressiva diminuzione dei finanziamenti e di un aumento del costo degli studi, i requisiti di merito aumentano proporzionalmente, cosicché soltanto i ‘meritevoli’ potranno aver accesso alle agevolazioni, tenendo di fatto fuori tutti gli studenti che per vari motivi non dovessero progredire negli studi nei tempi minimi e con risultati ottimi.