Aumento della tassa regionale per il diritto allo studio

Questo breve post è scritto con l’intento di fare chiarezza sull’aumento della tassa regionale sul diritto allo studio. Si stanno rincorrendo una miriade di voci contro i Governi Regionali, quando invece  a stabilire la ri-determinazione della tassa è un provvedimento imposto dal Governo Nazionale.
Per chiarezza incollo prima il testo in questione:

” Le regioni e le province autonome rideterminano l’importo della tassa per il diritto allo studio articolandolo in 3 fasce. La misura minima della fascia piu’ bassa della tassa e’ fissata in 120 euro e si applica a coloro che presentano una condizione economica non superiore al livello minimo dell’indicatore di situazione economica equivalente corrispondente ai requisiti di eleggibilita’ per l’accesso ai LEP del diritto allo studio. I restanti valori della tassa minima sono fissati in 140 euro e 160 euro per coloro che presentano un indicatore di situazione economica equivalente rispettivamente superiore al livello minimo e al doppio del livello minimo previsto dai requisiti di eleggibilita’ per l’accesso ai LEP del diritto allo studio. Il livello massimo della tassa per il diritto allo studio e’ fissato in 200 euro. Qualora le Regioni e le province autonome non stabiliscano, entro il 30 giugno di ciascun anno, l’importo della tassa di ciascuna fascia, la stessa e’ dovuta nella misura di 140 euro. Per ciascun anno il limite massimo della tassa e’ aggiornato sulla base del tasso di inflazione programmato.”.

Questo è il testo del comma 8 dell’art. 18 del decreto delegato del 29 marzo 2012, n.68, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 maggio e che entrerà in vigore il 15 giugno. Link al testo del decreto.

È d’obbligo quindi riassumere prospettando due possibili scenari:

  • Le Regioni si adeguano stabilendo le tre fasce, al minimo di importi 120, 140 e 160 euro a seconda del reddito e comunque rimanendo nel limite massimo di 200 euro.
  • Le Regioni non fanno in tempo ad adeguarsi entro il 30 giugno e si applica automaticamente una tassa di 140 euro per tutti, senza fasce.

Vorrei dire, inoltre, che potremmo organizzarci, in tutta Italia, per chiarire la legittimità dell’atto, ovvero, sia se il Governo ha competenza in materia di contributi regionali, sia se il decreto legislativo era l’opportuna forma di legge per redigere l’atto. Attendo pareri in merito per organizzare un eventuale ricorso.